Regolamento Droni 2019

A partire dal 1 Luglio 2019 è entrata in vigore la circolare ATM-09 del 24 maggio 2019 – Aeromobili a Pilotaggio remoto Criteri di utilizzo dello spazio aereo, che rappresenta un nuovo aggiornamento del regolamento droni. Si tratta di ridefinizioni che riguardano principalmente le aree ATZ (Zona di traffico aeroporto) e le quote di volo.

In particolar modo, la nuova disposizione ha effetti principalmente per i piloti con attestato ENAC, che quindi utilizzano il drone a scopi lavorativi.

Vediamo insieme quali variazioni comporta la circolare.

Perché un nuovo aggiornamento

La necessità di aggiornare la regolamentazione droni inerente il volo e la richiesta dei permessi nelle spazio aerei, in particolare quello nelle vicinanze degli aeroporti e negli spazi aerei controllati, deriva da un’utilizzo sempre crescente di questi apparecchi.

Finora, infatti, per rilascio dei permessi per poter volare in città all’interno di un ATZ, potevano volerci anche 45 giorni. In questo contesto, la nuova circolare ATM-09, sembra risolvere questo problema.

Nuove ATZ dal 1 Luglio

Per quanto riguarda questa area d’intervento, le aree interdette al volo, hanno avuto sinora una forma circolare. Ora, invece, la circolare ATM-09 tiene presente il fatto che le piste di atterraggio hanno una forma allungata, per cui restringe le ATZ ai lati delle piste stesse. Il risultato, quindi, è di aree concentriche di forma rettangolare.

Di seguito riportiamo le immagini con didascalie esplicative.

Aeroporti civili con procedure strumentali

Nel primo caso A1, voli nei pressi di Aeroporti civili con procedure strumentali:

  • Il rettangolo rosso è NoFlyZone sulla quale in ogni caso non si può volare salvo particolari eccezioni e richieste. Questo rettangolo in questo caso ha un lato lungo di 6 Km e un lato corto di 2,5 Km dal punto ARP (il punto sulla pista che identifica l’aeroporto mediante coordinate geografiche);
  • Nel rettangolo arancione con lati di 10 Km e 4 Km dal punto ARP, l’altezza massima consentita è di 25 metri AGL (ossia dal livello del suolo).
  • Nel rettangolo di colore giallo con lati di 15 km per 8 Km dal punto ARP, l’altezza massima consentita sarà di 45 metri AGL.

Aeroporti civili senza procedure strumentali

Ecco, invece, il caso A2 Aeroporti civili senza procedure strumentali:

  • Il rettangolo rosso è NoFlyZone (in realtà si tratta di zone soggette a nulla osta) sulla quale in ogni caso non si può volare salvo particolari eccezioni. Tale rettangolo ha un lato lungo di 3 km e un lato corto di 1 Km dal punto ARP.
  • Nel rettangolo di colore arancione con lati di 6 Km e 2,5 Km dal punto ARP, L’ altezza massima consentita è di 25 metri AGL a livello del suolo.
  • Nel rettangolo giallo con lati di 10 km per 4 Km dal punto ARP e l’altezza massima consentita sarà di 45 metri AGL.

In ogni caso per i voli con i droni dentro alle CTR (zone di controllo) l’altezza massima di 60 metri AGL.

Eliporti civili senza procedure strumentali

Il terzo Caso A3 riguarda Eliporti civili senza procedure strumentali

  • Rimangono le attuali forme circolari con una NoFlyZone nel cerchio rosso che avrà un raggio di 1 Km dal centro del cerchio rosso
  • Nel cerchio arancione, che avrà un raggio di 2,5 Km, è possibile volare con un altezza massima di 25 metri AGL.
  • Nel cerchio giallo, che avrà un raggio di 3,5 Km, sarà possibile volare con un altezza massima di 45 metri AGL.

Aeroporti militari

L’ultimo caso A4, riguarda gli aeroporti militari e presenta una soluzione ibrida:

  • Con una NoFlyZone nel cerchio rosso che avrà un raggio di 6 Km;
  • nel cerchio arancione, che avrà un raggio di 10 Km, sarà possibile volare con un altezza massima di 25 metri AGL.
  • nel rettangolo giallo che avrà un lato lungo di 15 Km e un lato corto di 8 Km dal punto ARP sarà possibile volare con un altezza massima di 45 metri AGL.

Richieste di Notam

La circolare ATM-09 di cui stiamo parlando, di fatto sostituisce il documento attuale per la richiesta di segregazione dello spazio aereo. In pratica, per richiedere un Notam nel caso di un volo con un drone, è necessario compilare questa nuova richiesta (Allegato C).

Nella medesima circolare, è presente anche una lista delle Direzioni Aeroportuali alle quali rivolgersi per una segregazione o l’inoltro delle domande di riserva degli spazi aerei e una lista con le coordinate geografiche degli aeroporti presenti in Italia (l’Allegato “E”).

Aggiornamento del regolamento droni per le distanze

Contestualmente alla ridefinizione delle ATZ, ENAC aggiorna anche le quote e le distanze, ovviamente sempre per voli effettuati con drone in vista:

  • Le altezze massime al di fuori di CTR e ATZ, sono stabilite a 120 metri, ovvero 30 metri in meno per le attuali operazioni professionale condotte attraverso i SAPR;
  • La distanza massima è di 500 metri dal pilota sul piano orizzontale;
  • Infine, è stabilito che, se all’interno delle aree di volo ristrette esiste un ostacolo di altezza maggiore rispetto le quote riportate entro 50 metri da esso, vale la sua altezza massima.

Novità del regolamento droni in arrivo

Questa nuova circolare ENAC, è un nuovo passo verso l’aderenza del regolamento ENAC italiano in aderenza alle linee guida europee EASA, la cui completa entrata in vigore è stabilita per il 1 Luglio 2020.

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